Cisti e fistola sacro-coccigea ovvero Il sinus pilonidalis
Il sinus pilonidalis è una lesione cronica del tessuto cutaneo di forma rotondeggiante; si può formare nella regione del sacro-coccige, poco sopra il solco intergluteo: per questo motivo viene spesso chiamata anche cisti sacro-coccigea . Il nome latino deriva da “ pili nidus ”, a richiamare il fatto che si tratta di raccolte di peli circondate da una reazione infiammatoria del sottocute. Per fistola (sacro-coccigea o pilonidale) si intende una possibile complicanza, che si verifica nel caso in cui la cisti vada incontro ad un processo di ascessualizzazione, con successiva apertura all'esterno tramite un orifizio cutaneo, solitamente situato nella piega interglutea alcuni centimetri sopra il margine anale. Cisti e fistola pilonidale non hanno alcun rapporto con il canale anale e non devono essere confusi con altri tipi di ascessi e fistole che, pur potendo avere gli orifizi esterni anche nella medesima area, hanno invece origine dal canale anale. Gli uomini ne sono affetti con frequenza tripla rispetto alle donne; l'età più colpita è quella compresa tra i 15 ed i 30 anni. Sono maggiormente a rischio i bianchi, gli obesi, le persone con apparato pilifero particolarmente sviluppato, chi è sottoposto a continui traumatismi della regione (autisti, ciclisti, piloti…) e infine chi presenta solitamente abbondante sudorazione. Cause – In passato sono state avanzate teorie che individuavano nella permanenza di tessuto embrionario la causa prima della comparsa di una cisti sacro-coccigea. Oggi si preferisce accreditare l'ipotesi che questa derivi dall'azione di sfregamento dei glutei; il conseguente incarnamento dei peli, che penetrano nei pori delle ghiandole sebacee e sudoripare, forma i “nidi” nel sottocute. Ne deriva una reazione da corpo estraneo che dà luogo alla cisti, con fasi di maggiore attività ed altre in cui la patologia appare silente. A causa dei ripetuti microtraumi con il tempo si potrà formare un ascesso contenente pus: questo tenderà a farsi strada verso l'esterno formando così un tragitto chiamato fistola, allo sbocco del quale si potranno notare delle fastidiose perdite. La scarsa igiene può favorire questi processi. Sintomi – Possiamo distinguere tre fasi:
Diagnosi – Il Chirurgo con una buona esperienza è in grado di fare diagnosi con la semplice visita: segni tipici sono la presenza di orifizi esterni, ciuffi di peli, la fuoriuscita di liquido che aumenta con la spremitura, l'infiltrazione del sottocute, il dolore evocato alla palpazione. In caso di fistola a volte è possibile l'esplorazione del tramite con uno specillo molto sottile. Solo raramente è utile eseguire un'ecografia mirata. Terapia - La terapia è esclusivamente chirurgica . L'anestesia generale è poco utilizzata, in quanto la posizione supina che si deve far assumere al paziente aumenta i rischi connessi con l'intubazione oro-tracheale; si può invece operare agevolmente in anestesia locale, per lo più anche in regime di Day Surgery , ovvero senza ricovero ospedaliero. Al fine di limitare i disagi per il paziente è preferibile evitare i periodi dell'anno particolarmente caldi.
L'intervento definitivo con una delle suddette metodiche non può comunque essere effettuato in urgenza (cioè nella fase di ascessualizzazione), anche perchè l'anestetico locale non sarebbe efficace: in questi casi si deve dunque prima praticare un'incisione per drenare l'ascesso e successivamente procedere all'asportazione dell'intera parte malata con una delle tecniche appena descritte. Solo dopo asportazioni particolarmente estese potrà essere indicata la successiva ricostruzione dei tessuti utilizzando lembi a “Z” o di rotazione: in questi casi sarà necessario sottoporre il paziente ad anestesia generale. Prevenzione – I pazienti con apparato pilifero particolarmente sviluppato possono prevenire il sinus pilonidalis utilizzando creme depilatorie, allo scopo di evitare la caduta e il deposito dei peli nel solco intergluteo. Lo stesso consiglio può essere utile a chi si è già sottoposto ad intervento chirurgico, al fine di diminuire il pericolo di recidive. E' inoltre molto importante curare l'igiene locale e l'aerazione della regione. E' infine buona norma prediligere l'utilizzo di indumenti comodi, nonché evitare, per quanto possibile, lo sfregamento dei tessuti e i microtraumi. dott. Stefano Spina Tags: cisti, ciste, fistola, sacrococcigea, sinus pilonidalis, tecnica chiusa, tecnica aperta, peli, microtraumi, perdite, dolore, glutei, pus, ascesso © La copia e la riproduzione, anche parziale, di testi e immagini presenti sul sito www.stefanospina.com non e' consentita se non previo specifico consenso da parte dell'Autore. In particolare l'articolo di questa pagina e' stato concesso per la pubblicazione in esclusiva sul sito www.medicitalia.it ed e' raggiungibile cliccando qui |